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RedVelvet Cake: alle origini di un grande classico americano

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Pubblicato in: pasticceria - cake design - curiosità



La Red Velvet Cake (torta di velluto rosso) è una torta di origine americana molto popolare la cui particolarità è il bel colore rosso acceso che contrasta con la crema e la farcitura bianca brillante. In origine il colore rosso era dato da una reazione chimica tra il cacao e il latticello (ingrediente acido) contenuto nell'impasto, oggi viene aggiunto del colorante alimentare rosso per ottenere questo effetto.
Attualmente è uno dei dolci americani più diffusi negli Stati Uniti e sul suo conto sono numerose le leggende che cercano di tracciarne le origini.

Dopo una fase di declino in seguito alle polemiche sui coloranti artificiali a fine anni ’70 la Red Velvet è tornata di moda come dolce specifico per San Valentino e torta nuziale dopo essere apparsa nel film Fiori d’Acciaio del 1989.
Eppure nella sua storia non ci sono leggende che parlano d’amore.

Ma quando nacque davvero la Red Velvet? E dove nacque? E sono davvero coinvolti i Padri Pellegrini? Ed il rosso che la connota c'è sempre stato o è solo una moderna invenzione?

Il vero e proprio boom della Red Velvet avviene in America negli anni ’60 grazie al lancio sul mercato di prodotti per glassare e rivestire i dolci in modo semplificato: esplode infatti la moda delle crazy cakes, quelle realizzate concentrandosi quasi esclusivamente sulla decorazione dando l’impasto della base e la farcita quasi per scontati.

La prima leggenda vede la RedVelvet essere introdotta in America dai padri pellegrini, ma viene immediatamente smentita dalle conoscenze in fatto di lievitazione attorno al 1600.
Allo stesso modo la RedVelvet non ha origini canadesi, inventata come molti pensano da Lady Flora Eaton, la figlia di Timothy Eaton, fondatore della catena canadese di grandi magazzini Eaton: la torta veniva infatti semplicemente venduta nei ristoranti della catena riscuotendo un enorme successo nel pubblico canadese, tanto che le pasticcerie iniziarono a produrla portando tutti a credere che fosse un dolce nazionale.

Ma non è nata neppure a New York. Qui la leggenda vuole che negli anni ‘20 fosse sul menù del Waldorf-Astoria di New York.La Red Velvet in verità non appariva affatto sul menu del ristorante del Waldorf-Astoria, almeno fino agli anni ’50, ma evidentemente questa storia piace moltissimo agli Americani.
Secondo altre storie tradizionali la Red Velvet fu preparata per la prima volta verso la fine degli anni ’50 come torta di compleanno dalla moglie di un soldato americano e da lei passata alle mogli degli altri soldati residenti nella stessa base militare.

Infine un’ultima leggenda racconta di un baker particolarmente devoto che volle preparare una torta per dipingere il contrasto tra il bene e il male e che per farlo scelse una glassa candida a cui far abbracciare un ripieno rosso come il demonio in modo da suscitare fin dalla prima fetta una forte sensazione nei commensali.

La verità è stata ricostruita poco tempo fa in un articolo dell’ottobre 2011 dalla pasticcera e blogger Stella Parks che racconta una storia tipicamente Americana.

La Red Velvet nacque quando John A. Adams, titolare di un’azienda di coloranti alimentari dovette scegliere il nome per una nuova torta che promuovesse i suoi prodotti. Il mercato della pasticceria era in forte depressione e per forzare gli acquisti lanciò una pubblicità in cui i suoi prodotti erano presentati sotto l’immagine di una grande torta dall’impasto rosso descritta come la torta più rossa che ci sia.
A coloro che acquistavano i prodotti veniva regalata la ricetta segreta della famosa torta: la Red Velvet era l’esempio perfetto di come a basso costo si potesse creare una creazione che metteva allegria.Fu così che la Red Velvet cominciò a diffondersi sempre più.

Negli anni la ricetta perse il legame con la Adams Extract Company e nacquero tre diversi standard in base al grasso usato. Le basi restavano comuni in tutte le versioni: farina, latticello, bicarbonato e aceto, però al Nord le ricette contenevano burro, le comunità bianche utilizzavano shortening bianco, quelle del Sud e le comunità nere in generale usavano invece olio.
Il colorante rosso è sempre stato presente in tutte le Red Velvet anche se recentemente è spesso sostituito dalla barbabietola e da pigmenti naturali di maggiore efficacia cromatica, oppure eliminato del tutto.

Che si scelga la storia vera o si preferisca la leggenda ciò che conta è che la Red Velvet sia indiscutibilmente rossa dentro!

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